IL PROGETTO

Il progetto IL “FRONTE” DI VAIA consiste nella realizzazione di un percorso di commemorazione che diventi simbolo del rapporto inscindibile di integrazione tra ambiente e cultura che caratterizza la storia del Comune di Roana.
Durante la Grande Guerra, sulle montagne ricomprese nel territorio dell’Altopiano dei Sette Comuni ed in particolare nella zona di Monte Lemerle presso il Comune di Roana, si sono susseguite numerose battaglie di notevole importanza storica che causarono morte e distruzione. Sul Monte Lemerle il fronte italiano riuscì definitivamente a fermare la famosa avanzata austroungarica che prese il nome di Strafexpedition.
Esattamente un secolo dopo, nei medesimi territori, intensi fenomeni meteorologici hanno provocato lo schianto di milioni di alberi, con gravi conseguenze tuttora visibili. Con questo progetto si è voluto creare un luogo del ricordo per la popolazione ed in particolar modo per le attuali giovani generazioni, affinché grazie al ricordo ed alla commemorazione, certi errori in futuro possano essere evitati.
Nella località denominata “Monte Lemerle” è stato quindi realizzato un percorso del ricordo di lunghezza di circa 6 km che attraversa zone di particolare rilevanza sia bellica che ambientale.

LA STORIA

La grande offensiva austriaca del giugno 1916 (Strafexpedition) ruppe la linea italiana sulla quale si erano fossilizzate le posizioni dopo un intero anno di combattimenti infruttuosi.
Una rapida avanzata lungo la Val d’Assa, che taglia la parte occidentale dell’altopiano con andamento nord-sud, portò al serio pericolo di uno sbocco austriaco verso la pianura veneta. L’ultima cintura di monti prima del grande salto verso il basso che rimaneva a disposizione degli italiani erano i boscosi monti a sud di Cesuna, Asiago e Gallio, dove esistevano posizioni appena accennate e nulla era predisposto per una resistenza armata. Nella zona di Cesuna gli italiani andarono a schierarsi fra il monte Lemerle, il monte Magnaboschi, il monte Pau e il monte Zovetto. Qui i reparti, disorganizzati e non pratici del terreno, riuscirono incredibilmente a resistere ad un ulteriore tentativo di affondo austriaco.
Le brigate Granatieri (1° e 2° reggimento), Forlì (43° e 44° reggimento fanteria), Trapani (144°, 149° e 150° reggimento fanteria), Modena (41° e 42° reggimento
fanteria), Udine (95° e 96° reggimento fanteria) e Liguria (157° e 158° reggimento fanteria) ressero l’urto sebbene il pericolo di uno sfondamento si presentasse imminente a più riprese. A testimonianza di questi fatti d’armi, in loco, ancora oggi, sono ben visibili i monumenti dedicati a questi reparti.
Quando a fine giugno 1916 gli austriaci si ritirarono dalla conca di Asiago per arroccarsi sulle alture a nord della piana centrale dell’Altipiano, su quella che venne ribattezzata come “linea di difesa invernale” e che toccava monti che balzarono agli onori delle cronache di guerra (monte Mosciagh, monte Interrotto, monte Zingarella, monte Colombara, monte Zebio, monte Chiesa, monte Forno, monte Campigoletti e monte Ortigara), la quiete tornò fra le valli e i monti a sud di Cesuna.
Il fronte fletté nuovamente e pericolosamente verso sud in coincidenza con la “battaglia del Solstizio” dell’estate 1918, quando gli austriaci tentarono il loro ultimo affondo verso la pianura veneta. La linea si andò ancora una volta a stabilizzare su questi monti sui quali, ora, erano stanziate in posizioni già preparate da tempo, anche truppe inglesi. A testimonianza del sacrificio dei reparti inglesi in questo tratto di fronte ci sono ancora oggi, ben tenuti dalla Commonwealth War Graves ommission, ben 5 cimiteri di guerra.

LA TEMPESTA VAIA

La tempesta Vaia nell’ottobre 2018 ha colpito l’intero Altopiano dei Sette Comuni, tra cui anche la zona dove si trova il Monte Lemerle, con raffiche di vento fino a 200 km/h. In questa zona la vegetazione è in prevalenza formata da Abete Rosso (ca. 40%), da Abete Bianco (ca. 28%) e da Faggi (ca. 28%). Sono presenti anche altre specie minoritarie come Larice, Carpino e Pino Nero ma in misura molto ridotta (ca. 4%). La specie maggiormente colpita è stata quindi l’Abete Rosso e la quantità di piante cadute a terra in seguito alla tempesta Vaia si aggira sui 1.200 metri cubi di legname.
Sia la sommità che tutte le zone dei versanti attorno al monte sono state interessate dall’effetto di Vaia.
I danni hanno quindi interessato tutte le particelle mappali in cui si trova il Monte Lemerle.
Un’ulteriore conseguenza che sta provocando danni al legname presente a terra è la presenza del Bostrico dell’Abete Rosso, un parassita molto pericoloso che si nutre della corteccia e che può infestare le piante ancora sane portandole alla morte.

IL PERCORSO DEL RICORDO

Il “Percorso del Ricordo” è un itinerario ad anello della lunghezza di circa 6 km che parte dalla frazione di Cesuna nel Comune di Roana e passa per la cima del Monte Lemerle. Lungo il percorso si trovano 6 punti d’interesse e di riflessione allestiti con delle opere artistiche create interamente utilizzando il legno caduto a causa della tempesta Vaia. Ognuna delle 6 tappe è corredata da una tabellonistica didattica realizzata anch’essa in legno di Vaia, che descrive l’importanza del luogo in cui ci si trova.
Il percorso, realizzato con il progetto IL “FRONTE” DI VAIA, è accessibile a tutti i giovani ed adulti che vogliono visitare la zona del Monte Lemerle. La partenza è facilmente raggiungibile sia in auto che a piedi e si trova presso il parcheggio di Via Vecchia Stazione a Cesuna di Roana.

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